Il Belcanto ritrovato

III Edizione
dal 15 giugno al 21 settembre 2024

IBR_2022-titolo-interviste

Vincenzo Pucitta

INTERVISTA IMMAGINARIA CON VINCENZO PUCITTA
(Civitavecchia 1778 – Milano 1861)

Oggi siamo felicissimi: abbiamo l’appuntamento per un’intervista col celebre maestro Pucitta che si è ritirato a Milano dopo una vita piena di musica e di avventure. Ci ha invitato nel suo salotto a prendere un tè.

Ma…. Maestro, dove è finito? Vedo solo un’enorme inutile quantità di carte, fogli pentagrammati, spartiti, ritagli di giornale, fotografie, stampe…

Pucitta: Sono qui sotto!! E quella che vede non è un’inutile massa di carta da buttare! Ho rovesciato qui sul pavimento gli scatoloni dove avevo conservato fino a ieri i ricordi della mia carriera. Sa, sono ormai anziano e voglio mettere tutto in ordine così quando fra 150 anni qualcuno vorrà raccontare di me troverà tutto in ordine. Lei è?

IBR: Buongiorno Maestro, sono un giornalista e vorrei sapere…. Accidentaccio… mi scusi se ho ribaltato questa pila di spartiti vari.

Pucitta: Non sono affatto “spartiti vari”!! Rappresentano una copia di tutto ciò che ho pubblicato a Londra come editore, prima assieme a Chappell e poi per conto mio! Un’intera collana di New Periodical Work con la quale ho pensato di soddisfare le esigenze musicali dei borghesi locali che facevano musica in famiglia. E già che c’ero ho stampato anche un sacco di ‘pezzi scelti’ dalle mie numerose opere!

IBR: Ecco, proprio, a proposito di opere, lei è stato celebre come compositore e vorrei chiederle come…

Pucitta: Guardi qui cosa ho trovato! Ah i ricordi… basta un foglio di carta a riportare tutto alla mente. E questo programma della Società Filarmonica di Civitavecchia mi ricorda che i miei genitori, di antica e agiata famiglia, mi avevano iscritto giovanissimo in quell’associazione perché come tutti i nobili di allora pensavano che la musica sarebbe stata per me un bel passatempo. Ma io capii che invece volevo fare il musicista di professione. E tanto feci che mi mandarono a Roma per studiare per bene.

IBR: Con questa formazione sopraffina avrà avuto da subito le porte aperte dei teatri…

Pucitta: Ma possibile che non lo riesca a trovare, eccolo! Senta qui, è un pezzetto di un articolo del Times di Londra, uscito nel 1811. “La musica dell’opera di Pucitta era bellissima e avrebbe potuto quasi raccontare la sua storia senza l’aiuto del testo”. Che ne dice? Le mie opere piacevano un sacco. Prenda per favore quella cartellina su quel piedistallo: ci ho messo tutte le locandine delle mie opere. Legga, legga: Senigallia 1799, Parma 1800, Milano 1801, e poi ancora, sfogli, sfogli pure, vede? Firenze, Lucca, Venezia e Padova, Lisbona, Amsterdam, Londra. Seguivo mia moglie Agnese che faceva la cantante e a Londra sono rimasto a fare il direttore d’orchestra al King’s Theatre fino al 1814. E pensi che a Londra hanno assistito a una rappresentazione del mio Aristodemo, erano presenti anche i capi di Stato della Coalizione antinapoleonica!

IBR: (Ho capito che posso buttare tranquillamente il mio elenco di domande. In effetti è assai più divertente scartabellare tra questi vecchi fogli…). Ma guardi che bellissima immagine di fanciulla. Chi è, maestro?

Pucitta: Ma come “chi è”? Ma non riconosce la grandissima, bravissima, elegantissima Angelica Catalani? Eppure è una delle vostre parti, la Catalani! Aveva cantato nelle mie opere prima che ci conoscessimo personalmente, poi avevo scritto per lei La vestale e Le tre sultane e addirittura una versione speciale dell’inno nazionale inglese. Poi l’ho seguita in tournée in mezza Europa prima che litigassimo. A quel punto ho seguito le sorti di un’altra cantante, un’inglese, Elizabeth Ferron, con la quale dopo alcune tournées in Centro Europa ho deciso di tornare in Italia.

IBR: Aspetti che l’aiuto a mettere ordine tra gli spartiti. Sono quasi tutti manoscritti e non si leggono bene i titoli.

Pucitta: Se proprio vuole fare una cosa utile alla causa me li divida ben bene, che almeno in questo modo mettiamo in fila le cose per i posteri. Ecco, sopra questo tavolino assieme a quel gruppo di spartiti mettiamo le farse e le opere buffe: L’amor platonico, La perfidia scoperta, Verter, La principessa in campagna, Adolfo e Chiara, Lauretta, La festa del villaggio (che è stata anche la mia ultima opera). Da quest’altra parte mettiamo le opere serie e azioni tragiche, che serve meno spazio: Bianca de’ Rossi, Andromaca, La caccia di Enrico IV… no, questa no, è un’opera eroicomica, non sta né con le une né con le altre, ma me la ricordo bene, perché ha avuto un certo successo nell’epoca della Restaurazione, in Francia.

IBR: Abbiamo fatto due belle pile, sono oltre trenta titoli. Aveva ancora una bella carriera davanti…

Pucitta: Già, se non fosse stato che proprio in quegli anni Venti avevo la concorrenza di personaggi chiamati Rossini e Bellini. Ma non creda, quando sono tornato in Italia, ormai quasi quarant’anni fa, nel 1825 ho iniziato una nuova carriera. Legga i titoli di quelle pubblicazioni che ho appoggiato provvisoriamente sopra il sofà: Opera pia per promovere il canto spirituale nelle pie famiglie e case di educazione in Italia, Le mille melodie consagrate a Maria immacolata, Mese di Maria. Sono dei piccoli prontuari di canti semplici da eseguire nelle preghiere familiari per i quali, ma che resti tra di noi, ho riutilizzato anche melodie delle mie opere più famose. Insomma, il mio nome nonostante tutto ha continuato a circolare visto che l’ultima pubblicazione è del 1850. Vedo che queste cose le interessano, perché non mi aiuta a mettere tutto a posto in questo disordine?

IBR: La ringrazio moltissimo della proposta, maestro, ma voglio trascrivere questa intervista, che sarà di presentazione del “Duetto” dalla sua Caccia di Enrico IV, che verrà eseguito nel Festival “Il Belcanto ritrovato” del 2022 e che ci piacerebbe diventasse il primo passo per una conoscenza più approfondita delle Sue creazioni musicali. Se vorrà venire a sentirlo è il benvenuto!

 


IMAGINARY INTERVIEW WITH VINCENZO PUCITTA
(Civitavecchia 1778 – Milan 1861)

Today we are very happy: we have the appointment for an interview with the famous Maestro Pucitta who has retired to Milan after a life full of music and adventures. He invited us to his living room for tea, but…

Maestro, where are you? All I see is a huge, useless pile of papers, pentagram sheets, music sheets, newspaper clippings, photographs, prints…

Pucitta: I’m buried down here!! And what you see is not a useless pile of paper to throw away! I have turned here on the floor the boxes where I kept all the memories of my career until now.You know, I’m old and I want to put everything in order so that when in 150 years someone wants to talk about me everything will be set. And who are you?

IBR: Good morning Maestro, I’m a journalist and I would like to know… Damn it… excuse me if I flipped this stack of scores.

Pucitta: They are not “various scores”!! They represent a copy of everything I published in London as an editor, first with Chappell and then on my own! A whole series of New Periodical Work with which I thought to satisfy the musical needs of the local bourgeois who made music in the family. I also printed a lot of “selected pieces” chosen from my many works!

IBR: Well, let’s start from the operas. You have been a famous composer and I would like to ask you how…

Pucitta: Look here what I have found! Oh, the memories… just a piece of paper to bring it all to mind. And this program of the Philharmonic Society of Civitavecchia reminds me that my parents, who came from an ancient and wealthy family, enrolled me in that association when I was very young. Like all the aristocrats of that time, they thought that music would be a good hobby for me. But I realized that, instead, I wanted to be a musician by profession. And I did so much that they sent me to Rome to study properly.

IBR: With this excellent training you will have had immediately all theater doors open…

Pucitta: I can’t find it. Here it is! Listen to this, it’s a piece of an article in the Times of London, published in 1811. “The music of Pucitta’s opera was beautiful and he could almost tell his story without the help of the text”. What do you say? People liked my works a lot. Please take that folder on that pedestal: I put all the posters of my works there. Read, read: Senigallia 1799, Parma 1800, Milan 1801, and then again, read, read, do you see? Florence, Lucca, Venice and Padua, Lisbon, Amsterdam, London. I followed my wife Agnese who was a singer and I stayed in London, conducting at the King’s Theatre until 1814. Consider that they gave a performance of my Aristodemo in London, where also the state leaders of the antinapoleonic coalition attended the show!

IBR: (I have understood that I can safely throw away my list of questions. It is much more interesting to browse through these old sheets instead…). Here is a beautiful image of a lady. Who is she, Maestro?

Pucitta: How can you ask who she is? Don’t you recognize the great, talented, elegant Angelica Catalani? She comes from where you are from, La Catalani! She had sung in my works before we met personally, then I wrote La vestale and Le tre sultane and even a special version of the English national anthem for her. In addition, I also followed her on tour around Europe before we got in trouble with each other. At that point, I followed the fate of another singer, the English lady Elizabeth Ferron, with whom I decided to return to Italy after some tours in Central Europe.

IBR: Please, allow me to help you putting order among your scores. They are almost all manuscripts and it seems you cannot read the titles well.

Pucitta: If you really want to do something useful, please divide them well. At least in this way we line things up for posterity. Here, on this table together with that group of scores, we put farces and buffo operas: L’amor platonico, La perfidia scoperta, Verter, La principessa in campagna, Adolfo e Chiara, Lauretta, La festa del villaggio – which was also my last work. On this other side, we put the serious and tragic works, where we need less space: Bianca de’ Rossi, Andromaca, La caccia di Enrico IV… no, this is something else, it is a heroicomic work, it is neither nor, but I remember it well because it was quite successful in the time of the Restoration, in France.

IBR: We made two nice lineups, and this one is over thirty titles. You had still a good career ahead of you…

Pucitta: Yeah, unfortunately in the twenties I had to face strong competitors such as Rossini and Bellini. However, when I returned to Italy, almost forty years ago, in 1825, I started a new career. Read the titles of those publications that I have temporarily put on the sofa: Opera pia per promovere il canto spirituale nelle pie famiglie e case di educazione in Italia, Le mille melodie consagrate a Maria immacolata, Mese di Maria. They are small handbooks of songs that are simple to perform in family prayers. For these songs – but that shall remain among us – I also reused melodies of my most famous works. In short, despite everything, my name has continued circulating since the last publication in 1850. As I see that this stuff is interesting for you, why don’t you help me clean up this mess?

IBR: Thank you very much for the proposal, Maestro, but I want to transcribe this interview, which will help as an introduction of the “Duetto” from your Caccia di Enrico IV, that will be performed at the “Il Belcanto ritrovato” Festival in 2022 and that we would like to become the first step to a deeper knowledge of your musical creations. If you want to come and listen, you’re more than welcome!