V Edizione
dal 19 al 29 agosto 2026

I nostri primi cinque anni: novità e riscoperte dell’edizione 2026

di Rudolf Colm

La V edizione del Festival nazionale Il Belcanto ritrovato (IBR) prosegue il suo percorso di riscoperta del grande patrimonio operistico italiano dell’Ottocento, riportando all’ascolto titoli, autori e repertori oggi rari ma centrali nella vita musicale del loro tempo.

L’edizione 2026, coordinata artisticamente da Paolo Rosetti, che è Direttore Artistico dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e Segretario Artistico del Festival, verrà presentata in anteprima venerdì 14 agosto a Urbino, nel Cortile di Palazzo Ducale, alle ore 18.30, dove il Festival sarà ospite della locale Festa del Duca con un’iniziativa dal nome “a tema”: Un Rinascimento del Belcanto.

Dopo Pietro Generali, Luigi Ricci, Lauro Rossi, Nicola Vaccaj e Giovanni Pacini, il main composer dell’edizione 2026 sarà Carlo Coccia (1782-1873), compositore napoletano tra i più longevi della sua epoca, allievo di Giovanni Paisiello e protagonista della tarda scuola operistica napoletana. Attivo in Italia e all’estero, Coccia fu direttore del Teatro São Carlos di Lisbona e del King’s Theatre di Londra, oltre che docente alla Royal Academy of Music. Autore di trentanove opere, musica da camera e un vasto corpus di musica sacra, partecipò anche, con il Lacrimosa, alla celebre Messa da Requiem voluta da Giuseppe Verdi in onore di Gioachino Rossini.

A Coccia sarà dedicata la nuova produzione scenica del Festival: La donna selvaggia, dramma eroicomico in due atti su libretto di Giuseppe Maria Foppa, che tornerà in scena martedì 25 agosto alle ore 20.30 alla Corte Malatestiana di Fano, in prima esecuzione in tempi moderni con allestimento scenico. Sul podio ci sarà Enrico Lombardi, direttore ospite per tre edizioni consecutive. La regia sarà a cura di Alessandro Brachetti.

Rappresentata per la prima volta il 24 giugno 1813 al Teatro San Benedetto di Venezia, appena un mese dopo L’italiana in Algeri di Rossini, La donna selvaggia condivise con il capolavoro rossiniano parte del cast originario, tra cui il celebre contralto Marietta Marcolini. L’opera conobbe poi una notevole fortuna: arrivò al Teatro alla Scala di Milano nell’autunno 1815, dove fu proposta per venticinque recite consecutive, e circolò in numerosi teatri europei, da Napoli a Barcellona, da Madrid a Dresda, fino alla Russia. L’ultima esecuzione oggi nota risale al 5 luglio 1828, al Teatro de la Cruz di Madrid, quasi 200 anni fa.

Con questo titolo, il Festival torna agli anni Dieci dell’Ottocento, nel pieno dell’ascesa di Gioachino Rossini, esplorando il contesto musicale in cui si affermò la rivoluzione rossiniana e in cui compositori come Coccia seppero mantenere una voce autonoma, fedele a una scrittura ricca di fantasia melodica, vivacità ritmica e grande attenzione al rapporto tra musica e parola.

La vicenda, ambientata nel Trecento nel Ducato di Spoleto, ruota attorno a Matilde, moglie del Duca, ingiustamente accusata di infedeltà e condannata all’esilio e alla morte. Per sottrarsi alla violenza del marito, Matilde trova rifugio in una grotta e si traveste con pelli di animale, dando origine al titolo dell’opera. Una trama di matrice eroicomica che, attraverso un topos teatrale molto diffuso all’epoca, tocca anche temi di sorprendente attualità, come la condizione femminile, la violenza domestica e il femminicidio.

Il 23 agosto a Fano, alle ore 18.30, presso la Corte Malatestiana, sarà possibile assistere a “Il laboratorio del Belcanto”, una nuova iniziativa che permetterà al pubblico di scoprire il processo di allestimento di un’opera lirica mai eseguita in epoca moderna.

La figura di Carlo Coccia sarà introdotta lunedì 24 agosto alle ore 11.00 a Palazzo Gradari dal Prof. Claudio Toscani, musicologo di riferimento del Festival, in una conferenza dedicata al compositore, alla sua epoca e alla sua opera. Nel pomeriggio dello stesso giorno, al Teatro della Fortuna di Fano, alle ore 18.00, sarà proposto “Aperitivo col Belcanto”, un evento che unisce musica e degustazione, cui parteciperanno anche alcuni interpreti del Festival.

Il 25 agosto alle ore 18.00, nel Foyer del Teatro della Fortuna di Fano, si svolgerà “Prima della prima”, un incontro in preparazione dell’ascolto di La donna selvaggia, con un’introduzione del musicologo Mario Varela, che ne ha curato l’edizione critica. Seguirà un approfondimento sul tema della condizione femminile ieri e oggi, organizzato dall’Associazione Amici dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini.

Accanto al titolo principale, IBR proporrà anche un secondo appuntamento operistico: Un’avventura di Scaramuccia di Luigi Ricci, melodramma comico su libretto di Felice Romani, composto nel 1834 per il Teatro alla Scala. L’opera, che nel massimo teatro milanese conobbe una straordinaria fortuna con ben cinquanta recite fino agli anni Sessanta dell’Ottocento, sarà presentata sabato 22 agosto alle ore 21.00 in Piazza Duca Federico a Urbino, in un formato speciale, con quattro cantanti solisti, pianoforte e voce narrante.

Questo format concentra l’esperienza lirica in una forma più compatta e diretta, mantenendo intatta la forza espressiva e musicale dell’opera, e si propone anche come possibile anticipazione di una futura messinscena integrale. Un’avventura di Scaramuccia è una brillante commedia metateatrale, nella quale il teatro diventa strumento per smascherare un inganno, ristabilire giustizia e intrecciare comicità, amore e critica sociale.

In questa V edizione il Festival propone per la prima volta un concerto volto alla valorizzazione anche del repertorio sacro e cameristico legato al periodo belcantistico dimenticato. Venerdì 21 agosto alle ore 21.00, nella Chiesa di Sant’Agostino a Pesaro, verrà eseguito un concerto per soprano e organo dedicato prevalentemente alla musica sacra inedita delle Marche, che comprenderà un mottetto totalmente inedito di Gaspare Spontini e pagine inedite recentemente selezionate dall’Archivio musicale della Collegiata Sant’Urbano di Apiro, in provincia di Macerata, scritte da Pietro Morandi, Giuseppe Bittoni e G.B. Velluti. Si aggiunge un omaggio al main composer del Festival, Carlo Coccia, e un’improvvisazione per organo su motivi tratti da sinfonie d’opera riproposte da IBR.

A Fano, mercoledì 26 agosto, nella Ex Chiesa San Francesco, alle ore 21.00, avrà luogo un concerto per canto e pianoforte che riproporrà, in occasione della V edizione del Festival, alcuni dei più bei brani delle prime edizioni. Potremo così riascoltare brani da Cecchina suonatrice di ghironda di Pietro Generali, Il birraio di Preston di Luigi Ricci, La casa disabitata di Lauro Rossi, La villanella feudataria di Nicola Vaccaj, Amazilia di Giovanni Pacini, Il buontempone di Porta Ticinese di Placido Mandanici, Ida di Lammermoor di Francesco Bornaccini, Danao Re d’Argo di Giuseppe Persiani e Una follia di Giacomo Cordella.

Questo concerto verrà replicato a Filottrano il 29 agosto, con alcune piccole variazioni per rendere il dovuto omaggio alla figura dei soprani e contralti castrati nel paese di origine del grande musico settecentesco Giovanni Carestini.

Prosegue anche la collaborazione con l’Associazione Dimore Storiche Italiane – Sezione Marche, attraverso due concerti realizzati in luoghi di particolare fascino storico e architettonico: Palazzo Berardi Mochi-Zamperoli di Cagli, domenica 19 luglio alle ore 18.30, e Palazzo Accorretti a Filottrano, sabato 29 agosto, sempre alle ore 18.30.

Completeranno il programma eventi diffusi nelle città coinvolte: “Il Belcanto nelle piazze”, mercoledì 19 agosto a Fano, a partire dalle ore 18.00, con un concerto nelle piazze del centro storico, e giovedì 20 agosto a Pesaro, sempre alle ore 18.00, con l’ormai tradizionale concerto dal “Balcone del Belcanto” di Casa Vaccaj Cecchi Picciola, in cui i solisti del Festival si esibiranno in brani riscoperti da IBR.

I cast vocali vantano la presenza di alcuni tra i giovani cantanti lirici più talentuosi e interessanti del Paese. In occasione della quinta edizione, come a ideale completamento del primo lustro di Festival dedicati al Belcanto ritrovato, gli artisti sono stati quasi tutti già invitati e applauditi nelle edizioni passate.

Eccezion fatta per il mezzosoprano Martiniana Antonie, protagonista della Donna selvaggia, al suo debutto nel Festival, ma con al suo attivo già numerose e applauditissime partecipazioni al Rossini Opera Festival, tornano sul palco: il soprano Paola Leoci, protagonista dell’Avventura di Scaramuccia e Irene nella Donna selvaggia, oltre che solista nei concerti a Fano e Filottrano e in quello sacro a Pesaro, che l’anno scorso ha entusiasmato il pubblico di Fano nei panni di Amazilia; il basso-baritono Matteo Torcaso, protagonista nelle passate edizioni di divertentissimi recital sul Belcanto napoletano, quest’anno protagonista di Scaramuccia e Oranteo nella Donna selvaggia; Paolo Nevi, già applaudito ex allievo dell’Accademia del Teatro alla Scala nel 2024, quest’anno tenore protagonista di entrambe le opere 2026; il basso Alessandro Abis, già interprete del concerto “I nostri per Rossini” e protagonista nel Birraio di Preston, quest’anno nei panni del “marito cattivo” della Donna selvaggia.

A completare i cast, Carlo Sgura, presente in Donna selvaggia, nel ruolo del titolo di Scaramuccia e nei concerti di Fano e Filottrano, che riproporranno l’applauditissima coppia di voci formata con Paola Leoci nel “Concerto per la Pace” di gennaio a Fabriano; poi il tenore Timoteo Bene junior e il basso Wang Zheng, giovani dalla carriera in continua ascesa.

Insomma: voci da ascoltare, da non perdere, che daranno vita a ruoli tutti da scoprire, come leggerete nelle prossime uscite della newsletter.

La V edizione del Festival nazionale Il Belcanto ritrovato si configura così come un nuovo viaggio nella memoria musicale italiana dell’Ottocento: un percorso tra teatro, ricerca, riscoperta e attualità, pensato per restituire vita scenica e voce a opere, autori e repertori che meritano di tornare al centro dell’ascolto contemporaneo.

Rudolf Colm Il Belcanto ritrovato 2026