Il Belcanto ritrovato

III Edizione
dal 16 agosto al 21 settembre 2024

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Ferdinando Paër

INTERVISTA IMMAGINARIA CON FERDINANDO PAËR
(Parma 1771 – Parigi 1839)

Siamo giunti a Parigi in questo mite ottobre 1835 per assistere ai funerali di Vincenzo Bellini e vogliamo cogliere l’occasione di intervistare nella sua residenza in Rue de Richelieu il maestro Ferdinando Paër, incaricato dell’orazione funebre, una delle personalità musicali più eminenti d’Europa negli ultimi quarant’anni.

IBR: Grazie maestro di averci concesso un po’ del suo tempo…

Paër: In realtà di tempo ne ho davvero pochissimo: quello di direttore della musica privata del re non è un incarico onorifico ma gravoso, senza contare che sono anche Inspecteur de l’instruction et du chant in Conservatorio e ho anche compiti organizzativi al Théâtre Italien, dove l’incarico mi era stato affidato addirittura da Napoleone Bonaparte!

IBR: Napoleone, appunto… Mi sembra che poche volte l’attività e la vita di un musicista siano state determinate dalle vicende storiche del suo tempo come nel suo caso.

Paër: Non me ne parli! Sapesse il giro d’Europa che m’è toccato fare! Per cominciare: la mia famiglia era serba, era arrivata a Parma sotto il dominio asburgico della città. Tra parentesi, mi chiamo Ferdinando perché il nome l’ha scelto la Duchessa di Parma, e poi ho studiato musica perché mio padre era cornista nell’orchestra di corte.

IBR: Fin qui non mi sembra che ci siano poi cose così rilevanti da narrare…

Paër: Mi faccia proseguire per favore! Ero molto capace, così a vent’anni avevo già un’opera in cartellone a Venezia, ero maestro di cappella onorario alla corte di Parma e i teatri da tutta Italia mi chiedevano lavori che riscuotevano immancabile successo, anche se piacevano più le mie opere buffe di quelle serie! Consideri che in sei anni ho composto 15 opere tra serie e buffe, presentate un po’ ovunque, a Padova, a Venezia, a Milano, a Firenze, a Napoli… Carriera avviata in tutta tranquillità, visto che ero stato nominato anche maestro sostituto nella cappella di corte parmense!

Poi nel 1797 mi sono trasferito a Vienna per lavorare al Teatro di Porta Carinzia, dove ho presentato, tra le altre, Camilla, un vero successo europeo, e Achille, apprezzato persino da Beethoven! Così con mia moglie Francesca Riccardi, celebre soprano, siamo stati ingaggiati a Dresda dal principe elettore di Sassonia che mi aveva nominato “maestro di cappella a vita” con la possibilità di allontanarmi ogni volta che volevo. Per questo ho continuato a presentare le mie nuove opere soprattutto in Italia, come La testa riscaldata destinata a Venezia. Se non che…

IBR: Se non che…

Paër: Lei ha proprio il vizio di interrompere le persone! Se non che le cose non vanno mai come si spera! Napoleone stava sconvolgendo l’Europa, nel 1806 aveva occupato la Sassonia e nel bottino di guerra sono finito anch’io! Ricevetti l’ordine di partire per Berlino, e poi dovetti seguire l’imperatore fino a Varsavia. Pensi che era così affascinato dalla mia abilità di baritono, oltre che di compositore, che mi toccava esibirmi ogni sera davanti a lui! E proprio a Varsavia sono stato nominato “Compositeur de la musique de la chambre imperiale”. Dovevo occuparmi della direzione dei concerti e del teatro di corte e dovevo comporre tutto ciò che Napoleone mi avesse chiesto. Anche se poi, tornati a Parigi, fui impiegato solo nella “musique particulière”, cioè privata dell’Imperatore.

IBR: Nel frattempo, maestro, mi sembra che dall’Italia a Vienna, da Dresda a Varsavia a Parigi, la sua arte continuasse ad essere assai apprezzata. Finalmente si era sistemato con un ottimo stipendio per lei e per sua moglie. Mi sembra di ricordare che proprio a Parigi abbia anche riadattato quell’ Agnese scritta per Parma, che ancora oggi è considerato il suo capolavoro.

Paër: Guardi che non componevo solo per il teatro: fino al 1813 avevo composto anche molte altre cose, a cominciare dalla cantata per le nozze di Napoleone, e a quella per il battesimo di suo figlio. E nel 1812 ero diventato persino direttore del Théâtre Italien, il più prestigioso d’Europa per l’opera italiana! Sembrava finalmente che tutto andasse per il meglio. Chi poteva mai immaginare…

IBR: che…
Paër: …Che sarebbe successo tutto quello che è successo! Non leggeva le gazzette all’epoca? Napoleone aveva iniziato la sua parabola discendente proprio nel 1812, così tra campagna di Russia, esilio all’Elba, i “cento giorni” e, alla fine, la Restaurazione e il ritorno dei Borboni, non le sto a raccontare quello che ho dovuto passare, tra intrighi e invidie! Ero applaudito a Parigi mentre le mie opere erano rappresentate nel mondo, da Dresda ad Amsterdam, da Praga a Londra, e così anche l’attuale governo si è accorto di me e mi ha nominato “chevalier de la Légion d’honneur”!

IBR: Davvero complimenti, maestro! Anche se il suo catalogo è sterminato per l’innumerevole quantità di composizioni di ogni genere e per ogni occasione, la sua fama è legata inevitabilmente alle sue oltre quaranta opere teatrali… Così, per il nostro Festival 2022 “Il Belcanto ritrovato” abbiamo scelto le arie di Brodolungo e di Ambrogina dalla sua La testa riscaldata. Ho voluto comunicarglielo per sottolineare come il suo nome ancora risuoni celebre nei teatri. E nel salutarla le auguriamo buon riposo dopo questa lunga e intensa giornata!

 

IMAGINARY INTERVIEW WITH FERDINANDO PAËR
(Parma 1771 – Paris 1839)

We arrived in Paris in this mild October of 1835 to attend the funeral of Vincenzo Bellini and wanted to take the opportunity to interview Maestro Ferdinando Paër at his residence in Rue de Richelieu, who is in charge of the funeral oration and who happens to be one of Europe’s most eminent musical personalities in the last forty years.

IBR: Thank you, Maestro, for your time.

Paër: Actually, I have very little time: my position of director of the king’s private music is not a honorary, but an onerous one – not to mention that I am also Inspecteur de l’instruction et du chant at the Conservatory and also have organizational duties at the Théâtre Italien, where the task was even given to me by Napoleon Bonaparte!

IBR: Napoleon, precisely… It seems to me that it didn’t happen often that the activity and life of a musician have been determined so much by the historical events of the time as in your case.

Paër: Don’t you say it! If you only knew what kind of European tour I had to make! First of all: my family was Serbian and they arrived in Parma when the Habsburgs were ruling the city. By the way, my name is Ferdinando because the Duchess of Parma chose it and I studied music because my father was a horn player in the court orchestra.

IBR: Up to this point, it doesn’t seem to me that there are such important things to tell…

Paër: Please, let me continue! I was very skilled, so when I was 20 I already had an opera performed in Venice, I was an honorary chapel master at the court of Parma, and theaters from all over Italy asked me for works – that were all very successful, even though my comic operas were more appreciated than the serious ones! Consider that in six years I composed 15 operas, both serious and comic ones, which were performed a bit everywhere – in Padua, Venice, Milan, Florence, Naples… My career started off smoothly since I had also been appointed substitute maestro in the court chapel in Parma!

Then, in 1797, I moved to Vienna to work at the Carinthian Gate Theatre, where I presented, among others, Camilla, a true European success, and Achille, which was appreciated even by Beethoven! So, with my wife Francesca Riccardi, a famous soprano, we were hired in Dresden by the Elector Prince of Saxony, who appointed me as “maestro di cappella for life” with the possibility of leaving whenever I wanted. That is why I continued to present my new operas mainly in Italy, such as La testa riscaldata (The heated head) in Venice. Nonetheless…

IBR: Nonetheless…

Paër: You really have a habit of interrupting people! But things never turn out as you hope. Napoleon was disrupting Europe. In 1806 he had occupied Saxony, and I ended up too in the spoils of war! I received orders to leave for Berlin, and then I had to follow the emperor to Warsaw. Consider that he was so fascinated by my skills as a baritone, as well as a composer, that I had to perform in front of him every night! And it was in Warsaw that I was appointed “Compositeur de la musique de la chambre imperial”. I was in charge of directing concerts and the court theater, and I had to compose everything Napoleon asked me. Although later, when I was back in Paris, I was only employed in “musique particulière”, that is, the emperor’s private music.

IBR: In the meantime, Maestro, it seems that your art continued to be highly appreciated from Italy to Vienna, from Dresden to Warsaw, to Paris. You had finally settled down with an excellent salary, both for yourself and your wife. I seem to remember that it was in Paris where you also re-adapted that Agnese you had written for Parma, which is still considered your masterpiece today.

Paër: Look, I didn’t just compose for the theater: until 1813 I had also composed many other things, starting with the Cantata for Napoleon’s wedding, and the one for his son’s christening. And in 1812 I had even become director of the Théâtre Italien, the most prestigious in Europe for Italian opera! Everything finally seemed to go well. Who could have ever imagined…

IBR: What do you mean?

Paër: … all that would have happened! Didn’t you read the gazettes at the time? Napoleon had begun his downward parabola in 1812. Between the Russian campaign, his exile to Elba, the “hundred days” and, finally, the restoration and the return of the Bourbons, I had to go through amid intrigues and envy! I was applauded in Paris while my operas were performed around the world, from Dresden to Amsterdam, from Prague to London, and so even the current government noticed me and appointed me “chevalier de la Légion d’honneur”!

IBR: Congratulations indeed, Maestro! Although your catalog is endless in terms of number of compositions of every genre and for every occasion, your fame is inevitably linked to your more than forty operas. Thus, for our “Il Belcanto ritrovato” Festival of 2022, we chose the arias of Brodolungo and Ambrogina from your La testa riscaldata . I wanted to tell you this to emphasize that your name still resonates in theaters. We greet you and wish you a good rest after this long and busy day!